Le Olimpiadi della Fisica sono organizzate dall’Associazione per l’Insegnamento della Fisica per conto del Ministero della Pubblica Istruzione e si inseriscono nell’ambito delle attività connesse con la partecipazione italiana alle Olimpiadi Internazionali della Fisica.

In esse vengono proposte attività finalizzate soprattutto a favorire il coinvolgimento dei giovani in un apprendimento attivo e responsabile della fisica, ad orientare i loro interessi e le loro capacità e a motivare e sostenere l’impegno di quegli studenti che mostrano particolari inclinazioni per gli studi scientifici.

Sono rivolte a tutti gli studenti dell’Istituto dalla terza alla quinta e, come deliberato nel Dipartimento Disciplinare di Matematica, Fisica e Informatica sono obbligatorie per gli studenti dei corsi del Liceo Scientifico e Liceo delle Scienze Applicate, facoltative per gli allievi degli altri indirizzi che manifestano curiosità ed interesse per la Fisica.

Nel primo biennio è prevista la partecipazione ai Giochi di Anacleto per le classi seconde del Liceo Scientifico e del Liceo delle Scienze Applicate.

Le Olimpiadi si sviluppano con tre prove, che si succedono durante l’anno scolastico: la Gara di Istituto, che si svolge presso la scuola, la Gara Locale, che si svolge a livello regionale, e la Gara Nazionale.

Nel mese di aprile gli studenti affrontano una prova “Domande e Risposte” in cui ciascun allievo deve rispondere prevalentemente a quesiti a risposta multipla su argomenti trattati nei due anni di studio di Fisica, ma possono anche esserci quesiti che riguardano tematiche che verranno affrontate in anni successivi, come ad esempio domande su circuiti elettrici, oppure che possono essere trattati in Scienze Naturali.

Nel mese di maggio gli studenti svolgono una prova di Laboratorio in cui, mediante acquisizione di dati, devono riuscire ad interpretare il fenomeno studiato. La prova pratica è solitamente svolta a coppie mentre l’elaborazione è individuale.

La prova di Laboratorio riveste particolare importanza perché gli alunni che durante le prove pratiche svolte nel biennio hanno lavorato con precisione, costanza e criticità hanno la possibilità di mettere a frutto, in una situazione nuova, quanto appreso precedentemente.

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